Manutenzione di una Tesla: gli intervalli indicati dal costruttore e ciò che l'elenco non comprende

Una Tesla non ha cambio olio né cinghie, ma un calendario di manutenzione ce l’ha. Il costruttore chiede di controllare la qualità del liquido dei freni ogni 4 anni, di sostituire il filtro dell’aria dell’abitacolo ogni 2 anni e di cambiare i filtri HEPA e a carboni attivi ogni 3 anni, se il veicolo ne è dotato fonte. Il resto dell’elenco sta in poche righe, e ciò che non contiene conta quanto ciò che contiene.
L’elenco indicato dal costruttore
Si presenta come una serie di voci da seguire se applicabili al veicolo. Oltre alle tre scadenze appena citate, prevede la sostituzione annuale delle spazzole dei tergicristalli, la pulizia delle pinze dei freni e l’inversione degli pneumatici ogni 10.000 km, o prima se la differenza di profondità del battistrada raggiunge 1,5 mm fonte.
La voce sulle pinze ha una condizione geografica precisa: riguarda le aree in cui d’inverno le strade vengono trattate con il sale, e chiede una pulizia ogni anno oppure ogni 20.000 km. Chi sale spesso in montagna o vive in una zona dove si sparge sale ci arriva quindi prima di chi guida solo in pianura.
Una nota accompagna il liquido dei freni: un uso intensivo dei freni, dovuto a traino, discese su strade di montagna o guida sportiva, soprattutto in ambienti caldi e umidi, può rendere necessari controlli e sostituzioni più frequenti. Il manuale precisa anche che il liquido dei freni non va rabboccato dal proprietario.
Ciò che l’elenco non comprende
Il manuale chiarisce che l’elenco non va considerato esaustivo e che non include i materiali di consumo: spazzole dei tergicristalli, pastiglie dei freni, batteria a bassa tensione, liquidi e refrigeranti fonte. La loro sostituzione dipende dall’uso reale dell’auto.
Aggiunge che gli intervalli si basano su stili di guida e scenari normali, e che comportamento al volante, utilizzo e condizioni ambientali possono renderli più o meno frequenti.
Due avvertenze toccano la garanzia. I danni derivanti dall’apertura del serbatoio del liquido di raffreddamento della batteria non sono coperti. E nemmeno lo sono danni o guasti causati da manutenzioni o riparazioni eseguite da tecnici non certificati Tesla. Lo stato di ogni voce si consulta da Comandi > Assistenza > Manutenzione, dove il riepilogo tiene traccia degli interventi svolti.
I controlli da fare da sé
Il manuale pubblica anche un elenco di controlli giornalieri che non richiedono attrezzi: livello di carica sul touchscreen o nell’app, condizioni e pressione di ogni gomma, funzionamento di luci esterne, clacson, indicatori di direzione, tergicristalli e lavacristalli fonte.
A questi si aggiungono la verifica di spie o avvisi inattesi sul touchscreen, la prova dei freni compreso quello di stazionamento, il controllo delle cinture e uno sguardo sotto l’auto. Su quest’ultimo punto il manuale rassicura: una piccola pozza d’acqua è normale e deriva dalla deumidificazione dell’aria condizionata. Ogni mese vanno controllati il liquido lavacristalli e il climatizzatore, e con pioggia o neve le telecamere vanno pulite ogni settimana.
Un consiglio si distingue perché va contro l’intuito su un’auto elettrica. La frenata rigenerativa usa poco le pastiglie, e questo favorisce ruggine e corrosione. Tesla consiglia quindi di premere spesso il pedale del freno per azionare i freni meccanici e asciugare pastiglie e dischi fonte.
Sulle gomme resta richiesta un’ispezione regolare di battistrada e spalla alla ricerca di protuberanze, corpi estranei, tagli o usura fonte. Il manuale aggiunge due soglie utili: sotto i 3 mm di battistrada aumenta il rischio di aquaplaning, sotto i 4 mm le prestazioni su neve e fango non sono ottimali. È il controllo che costa meno tempo e risparmia più problemi.
Fonti
Questo articolo ha scopo informativo ed è scritto in modo indipendente. Le caratteristiche dei veicoli e le norme possono cambiare: verifica sempre le fonti citate prima di agire.
